Omofobia/1

By Eris Dysnomia

Questa mattina andando al lavoro in ritardo ho avuto la sensazionale fortuna di ascoltare la radio. E alla radio mandano in onda di tutto. La radio in questione è Radio Capital nel programma Isaradio (che è abbastanza gay-friendly).

Anche e soprattutto per questo sono rimasto basito dalla pochezza linguistica e dalla frivolezza imperante nei nostri media.

Tralascio ogni genere di commento sulla mostra in sé, che non ho visto e di cui so poco, per soffermarmi sull’utilizzo della nostra povera lingua (povera nel senso di poveramente utilizzata) da parte di un mezzo di ‘diffusione di massa’ (sinistramente simile alla ‘distruzione’ no?).

Ordunque, lo stralcio di programma che ho seguito si incentrava su questa mostra ‘a tematica omosessuale’, per trasformarsi (alchimia linguistica) in ‘mostra omosessuale’. Ora non credo che le due simpatiche conduttrici avessero intenzioni ostili (tanto più che ad un certo punto hanno inserito nel discorso anche l’on. Luxuria in modo assolutamente amichevole), però se uno presta attenzione, sente come, ad un livello quasi pre-conscio, ci sia comunque una velata forma di omofobia (nei casi più fortunati, ovvio), così tanto radicata nella nostra cultura da non essere neanche più percepita.

Forse sono paranoico, ma io credo profondamente nel potere delle parole e quindi sono fastidiosamente attento a queste sottigliezze.

Chissà se cambierà mai qualcosa?

E&D

Una Risposta a “Omofobia/1”

  1. Oscaruzzo Dice:

    Quando c’era stato il festival “Da Sodoma a Hollywood” (nome peraltro orrendo per un festival) riflettevo che infatti si era passati da un “festival del cinema a tematica omosessuale” a un “festival del cinema omosessuale” fino ad arrivare a un “festival omosessuale del cinema”. Rassegnamoci.

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